Deludenti anche le amministrative
Contrariamente alle mie speranze anche le elezioni amministrative a Viareggio hanno visto una sonora sconfitta per il candidato sostenuto da PD, Italia dei Valori e Partito Socialista, Andrea Palestini, che in una città storicamente orientata a sinistra ha ottenuto solo il 28,6% dei voti, contro l’altro candidato principale che era Luca Lunardini, sostenuto da PdL, Lega Nord, MCL, UDC, Pensionati Democratici Italiani e Stella e Corona, che ha ottenuto ben il 45,6% dei voti. Tra due settimane ci sarà il ballottaggio e vedremo l’atteggiamento che terranno le altre formazioni (tra cui la Sinistra Arcobaleno e alcune liste civiche).
Unica nota positiva è che Pisa è rimasta ben orientata a sinistra, con il candidato Filippeschi che ha ottenuto il 47,4% dei voti, contro la candidata del centro destra Patrizia Paoletti Tangheroni che ha raggiunto il 32,4%; in questo caso il ballottaggio non dovrebbe riservare sorprese. Grande soddisfazione il successo personale di Titina Maccioni, candidata nelle liste del PD che ha ottenuto ben 358 preferenze (la quarta quindi nella lista).
Il grande freddo
Credo che sia d’obbligo un primo commento ai risultati elettorali; inutile dire che sono deluso, sebbene i dati siano più o meno quelli che ci si aspettava. La destra è riuscita a far credere agli italiani che tutti i mali della terra sono dovuti ai 20 mesi di governo Prodi (che, intendiamoci, non è stato certo esente da colpe) piuttosto che ai 5 anni di gestione sciagurata e privatistica della cosa pubblica. Ma ogni paese ha il governo che si merita… Dispiace non tanto per Veltroni (che era solo il meno peggio da votare) ma anche per l’annientamente della sinistra critica in Italia oltre che per la sonora sconfitta dell’unica forza realmente laica e riformista, il Partito Socialista (esclusi ovviamente i pochi radicali presenti nelle liste del PD).
Adesso ci aspettano altri cinque interminabili e prevedibilmente imbarazzanti anni di Psiconano, oltretutto evidentemente ostaggio della Lega Nord, che forte del grande successo elettorale (credo che i deputati leghisti siano determinanti per il futuro governo Berlusconi) temo passerà presto alla cassa e allora saranno dolori per tutti.
Manco a dirlo, i diritti delle persone GLBT si allontanano sempre di più… speriamo almeno che non venga smantellato quel poco di laicità rimasto (la vicinanza di Ferrara allo schieramento vincente mi fa letteralmente rabbrividire).
Per ora non mi sento di aggiungere altro; voglio aspettare i risultati delle elezioni comunali qui a Viareggio per vedere come è andata alla mia amica Letizia Tassinari, candidata nelle file del PS, e di quelle a Pisa (dove sono residente ed ho quindi votato) sperando in un buon risultato della mia candidata Titina Maccioni del PD.
Vittima o carnefice? (vecchio blog)
Questo post appartiene come il precedente al vecchio blog; era stato scritto quando il governo Prodi sembrava davvero voler porre fino al monopolio berlusconiano dell’informazione privata… purtroppo sappiamo tutti come è andata a finire…
“Già da tempo ormai il governo ha annunciato l’intenzione di procedere ad una revisione della legge Gasparri sull’emittenza televisiva. Si è parlato della possibilità di mandare sul satellite una rete Rai (prevedibilmente Rai 3) ed una Mediaset (prevedibilmente Rete 4).
Immediate sono giunte le reazioni sdegnate del Cavaliere e dei suoi accoliti che hanno parlato di un vero e proprio “atto di banditismo”. Mi sono quindi ricordato di uno spot trasmesso da una rete poco conosciuta, EUROPA 7, che illustrava una situazione piuttosto anomala, riguardante proprio la questione delle frequenze tv. Ho cercato quindi qualche informazione in rete ed ho trovato alcune notizie interessanti, di cui stranamente ho sentito parlare molto poco in passato. Cerco di sintetizzarle per come le ho capite (anche se la vicenda è molto complessa e meriterebbe più spazio). Nel 1999 (il Presidente del Consiglio era D’Alema) si è svolta una gara pubblica per la concessione delle frequenze televisive per le trasmissioni di canali nazionali via etere; l’intento era quello di salvaguardare il pluralismo dell’informazione e porre fine ad un ventennio di vero e proprio far-west che aveva caratterizzato il settore. Francesco Di Stefano, imprenditore proprietario di Europa 7, vinse la concessione per una delle sue reti (la seconda gli verrà riconosciuta successivamente dopo vari ricorsi). Rete 4 avrebbe dovuto traslocare sul satellite per far posto alla nuova emittente, considerato il fatto che vari interventi legislativi precedenti avevano stabilito il limite di due reti per editore su un totale di 9 reti disponibili per i privati.
Europa 7 avrebbe dovuto iniziare le trasmissioni entro il 31/12/1999; ma Rete 4 non libera le proprie frequenze. Una sentenza della Corte Costituzionale decide quindi che dal 01/01/2004 le frequenze occupate illegittimamente da Rete 4 vengano oscurate per essere passate al legittimo assegnatario. Il Ministro delle Telecomunicazioni Gasparri (questa volta il Presidente del Consiglio è Berlusconi) cerca quindi di correre al riparo e nell’estate 2003 presenta un disegno di legge sul riassetto del settore radio televisivo che ribalta la situazione e permetterebbe a Rete 4 di continuare a trasmettere. Purtroppo vi sono alcuni elementi di incostituzionalità ed il Presidente della Repubblica Ciampi si rifiuta di firmare la legge, mandandola di nuovo alle camere. Il tempo stringe e Berlusconi si fa un regalo di Natale: il 24/12/2003 vara un decreto legge che salva la sua creatura in attesa che si concluda l’iter parlamentare della legge Gasparri. Finalmente, nell’aprile 2004, viene approvata la Gasparri, che in pratica dice a Di Stefano (patron di Europa 7, che nel frattempo ha fatto enormi investimenti per essere pronto ad iniziare le trasmissioni) che era stato tutto uno scherzo e che non avrà nessuna frequenza nazionale via etere. Tuttora la questione non è chiusa e c’è in ballo un risarcimento danni per Europa 7 di circa 3 miliardi di euro, che se accolta dovrà essere pagata dallo Stato (cioè da noi). Della questione si sta ancora occupando, credo, la Corte di Giustizia Europea.
Con la ventilata riforma della Gasparri, forse, Europa 7 potrebbe finalmente iniziare le sue trasmissioni su scala nazionale, dopo anni in cui Rete 4 ha continuato ad occupare le frequenze regolarmente assegnate ad altri nel lontano 1999. Se la ricostruzione che ho fatto raccogliendo notizie qua e là sulla rete è, almeno a grandi linee, corretta verrebbe da chiedersi se a Berlusconi convenga davvero parlare di “atti di banditismo” come ha fatto…
Patto Laico
I tempi richiedono che si parli di politica… io poi ne sono abbastanza appassionato (chi era incappato nel vecchio blog lo sa); sebbene sia un simpatizzante radicale, voglio segnalare un’iniziativa decisamente interessante e soprattutto necessaria, in questi tempi subdolamente reazionari (ogni riferimento a Giulianone Ferrara è puramente voluto). Si tratta del “Patto Laico” promosso dal Partito Socialista, che trascrivo integralmente qua sotto:
“La difesa della laicità dello Stato è fondamentale per la democrazia e per estendere la libertà e le libertà. Essere laico non equivale a essere non credente, ma significa essere rispettosi delle diverse fedi religiose e concezioni filosofiche come dei differenti orientamenti sessuali, contrastando qualsiasi discriminazione e qualsiasi privilegio. Noi ci impegniamo nel Parlamento che verrà eletto il 13 aprile a difendere le conquiste già realizzate e a presentare e sostenere un insieme di proposte di legge per l’ampliamento dei diritti civili e per l’affermazione dei principi di laicità:
- Divorzio breve – Divorzio breve per le coppie matrimoniali che non hanno figli e in generale semplificazione delle pratiche legali e riduzione dei costi e dei tempi; maggiori tutele per i figli e le figlie dei divorziati;
- Unioni civili – Riconoscimento delle coppie di fatto attraverso l’istituzione delle unioni civili secondo il modello dei PACS in Francia; parità di diritti alle coppie dello stesso sesso rispetto alle coppie e alle famiglie tradizionali, dando applicazione alla risoluzione del Parlamento europeo del 16 marzo 2000; cambio anagrafico del sesso; nuova legge contro le discriminazioni sessuali.
- Libertà di ricerca e procreazione assistita – Revisione della legge 40 per estendere la libertà della ricerca e avere regole sulla procreazione assistita sul modello britannico;
- Testamento biologico – Legalizzazione, regolamentazione e controllo della somministrazione nei casi terminali di farmaci contro il dolore e interruzione nel mantenimento artificiale in vita nei casi di coma profondo e irreversibile: la scelta deve essere indicata in un apposito testamento da prevedere per ogni cittadina ed ogni cittadino;
- Anticoncezionali e pillola del giorno dopo – Promozione di una campagna d’informazione e di educazione sull’uso degli anticoncezionali, a partire dalle scuole, per ridurre le pratiche abortive e i rischi di contagio di gravi malattie; diffusione gratuita dei profilattici; facilitazione nella prescrizione della pillola del giorno dopo, verso cui non può essere fatta valere alcuna obiezione di coscienza;
- Maternità consapevole – Difesa del diritto della donna a una maternità consapevole; contrasto di qualsiasi interpretazione restrittiva della legge 194 che ne comporti di fatto qualsiasi svuotamento; garantire l’uso della pillola RU486 nell’ambito delle strutture ospedaliere;
- Adozioni – Modifica della legge per permettere le adozioni anche alle monofamiglie
I sottoscrittori del “Patto per la laicità” s’impegnano a sostenere la costruzione di un Coordinamento Intergruppo nel nuovo Parlamento per realizzarne i contenuti.”
Il patto può essere sottoscritto sul sito www.pattolaico.com